S.E.D.R.S – La tecnica di tiro dei giocatori NBA

Una volta qualcuno ha detto che “nessuno porta verità, ma soltanto punti di vista”, credo che questo concetto calzi perfettamente con il mondo della pallacanestro, dove troppo spesso abbiamo pensato che una determinata “scuola” avesse le risposte corrette, dimenticandoci che la chiave del miglioramento sta nell’imparare un po’ da tutti.
Quello di cui voglio parlare oggi è una metodologia di insegnamento della tecnica di tiro utilizzata dall’altra parte dell’oceano e che si allontana molto dai canoni del nostro modello. Premetto che non dirò mai che una tecnica prevale sull’altra, quello che farò è semplicemente raccontare un modo diverso di insegnare un fondamentale, starà poi a voi scegliere cosa prendere e portare in palestra: tutto, in parte o niente.

La SEDRS è una tecnica di tiro che nasce dall’osservazione della meccanica dei migliori tiratori NBA. Studiando i particolari del gesto tecnico, alcuni allenatori hanno capito che certi canoni che si insegnavano non erano conformi a quello che poi succedeva in campo e hanno dunque cambiato il modo spiegare il gesto tecnico del tiro.
Ogni lettera dell’acronimo S.E.D.R.S. rappresenta una parte del fondamentale di tiro e nello specifica significa:
– STANCE (la postura)
– EYES (gli occhi)
– DIP (il tuffo della palla)
– RELEASE (il rilascio)
– SWEEP & SWAY (spazzare e ondulare)

STANCE
Quando parliamo di postura, ci concentriamo principalmente sulla posizione delle mani in fase di ricezione della palla e in fase di rilascio, oltre alla posizione dei piedi dopo l’arresto.
Secondo il modello SEDRS la palla deve essere catturata da entrambe le mani poste in posizione laterale (indicativamente a ore 4 e a ore 8). La ragione alla base di questa scelta è provare ad avere una ricezione univoca per ogni situazione di gioco. E’ infatti vero che nelle situazioni di ricezione prima di un layup, piuttosto che di un passaggio, la palla viene presa lateralmente, perché dunque dovremmo insegnare a mettere la mano che tira sotto la palla quando ci prepariamo a tirare?
Avere la mano lateralmente è anche una posizione naturale e che diminuisce la tensione sul polso.
La prosecuzione del movimento prevede la torsione dell’avambraccio per portare la mano sotto la palla, ma a differenza del modello europeo, quello americano prevede che la palla appoggi completamente sul palmo e non solo sui polpastrelli. Senza dubbio avere una mano larga e poter controllare la palla meglio è il motivo di questa scelta. Nel momento del rilascio sono comunque i polpastrelli l’ultima parte della mano a toccare la palla.
Di seguito un video esplicativo.

L’altro aspetto che riguarda la STANCE è la posizione dei piedi. Siamo sempre stati abituati a insegnare di mettere le punte dei piedi rivolte verso il canestro, ma se vogliamo allineare mano/gomito/anca/ginocchio questo diventa complesso, quasi innaturale. I piedi secondo questo modello dovrebbero essere messi in diagonale con il piede del lato della mano che tira leggermente più avanti, ma non rivolti al ferro.

EYES
Un aspetto molto poco allenato è quello degli occhi, ma in realtà la capacità di focalizzarsi sull’obiettivo (il ferro) e sapere esattamente dove mirare riveste un ruolo primario nella tecnica di tiro.
Osservando i migliori tiratori al mondo ci si è accorti che i punti focali sono due: il canestro (nella fase prima del rilascio) e la palla (nella fase post rilascio).

L’obiettivo verso cui prendere la mira è l’anello del canestro, ma quale parte di esso? Secondo studi scientifici la parte a cui mirare è a circa 25 cm dalla porzione frontale del ferro (la circonferenza totale è di 45 cm). Si è infatti scoperto che una palla che entra nell’anello nella porzione compresa fra i 20 e 28 cm produce l’effetto “ciuffo”.

Come è possibile vedere dall’immagine la parte verde (20-28 cm) rappresenta la zona dell’effetto “ciuffo”, la zona gialla “BRAD” rappresenta la zona dove la palla non entrerà perfettamente, ma ha comunque una altissima possibilità, probabilmente aiutata dal ferro. In tutte le altre zone dell’anello la palla non entrerà. Ovviamente un aspetto importante è anche l’angolo di tiro (di cui parleremo dopo) che incide sulla maggiore/minore ampiezza della zona “swish”.

Un ulteriore riflessione nell’ambito degli occhi va fatta sulla predominanza di un occhio rispetto all’altro. Ognuno di noi ha un occhio “dominante”, è molto facile capire quale è con un semplice test:
Create un cerchio con il pollice e l’indice, individuate un oggetto posto a una distanza di almeno un paio di metri e, con entrambi gli occhi aperti, provate a centrarlo all’interno del cerchio. A questo punto chiudete prima l’occhio destro e poi l’occhio sinistro. L’occhio aperto con il quale l’oggetto rimane all’interno del cerchio è il vostro occhio dominante.

Perché è importante conoscere l’occhio dominante? Perché nella fase di tiro assume un ruolo cruciale nel prendere la mira. La maggior parte dei migliori tiratori hanno l’occhio dominante incrociato rispetto alla mano di tiro. (Es. mano forte destra – occhio dominante sinistro). Questo gli permette di avere una finestra di tiro migliore, oltre al fatto di non essere costretti a muovere la testa o a incrociare il caricamento del braccio.
Avere una linea di tiro perfetta è fondamentale, l’occhio lasciato libero di mirare permette di realizzarla.

DIP
Per tanti anni abbiamo ostracizzato il movimento che dopo la ricezione della palla la portava verso il basso per poi iniziare la meccanica di tiro. Per molte ragioni far partire il tiro dall’alto è comunemente ritenuto una situazione migliore perché permette di recuperare tempo.
Secondo il modello SEDRS invece il gesto di portare la palla verso il basso è fondamentale per equilibrare la meccanica; la palla si allinea con le ginocchia e la sua risalita segue armonicamente il movimento verso l’alto di gambe e braccia. Senza di esso abbiamo una netta dissociazione fra parte superiore e inferiore: infatti dopo la ricezione le gambe si piegano verso il basso, mentre le braccia salgono.
Il segreto per avere un tiro rapido non è dunque togliere il movimento ma velocizzarlo il più possibile.
Il movimento DIP non è ovviamente necessario quando utilizziamo un palleggio arresto e tiro, perché la palla è già bassa.

RELEASE
Questo aspetto è l’unico pressoché identico alla meccanica insegnata in europa. Gli aspetti più importanti sono:
– Allineamento di mano/gomito/anca anche in fase di estensione
– 4 dita della mano che si chiudono verso il basso
– la mano d’appoggio che rimane sempre laterale
– un angolo di uscita ottimale di 45°

SWEEP & SWAY
Questo movimento conclusivo è molto particolare. La necessità di modificare il tiro come lo abbiamo sempre insegnato (up&down) produce un elevato rischio di stortura, perché portando verso l’alto le spalle in maniera compatta, il collo si incassa molto, i giocatori meno flessibili finiscono dunque col piegare il braccio in avanti, compromettendo la meccanica.
Lo Sweep&Sway prevede:
– Saltello in avanti del corpo e dei piedi che salgono in avanti (Sweep)
– Torsione dell’anca e del busto in avanti verso il canestro dal lato della mano forte
– Le spalle oscillano all’indietro (SWAY) rimanendo molli
– In fase di ricadute le braccia cadono all’indietro e i piedi fanno due passettini all’indietro.
I vantaggi principali di questa tecnica sono, oltre alla migliore efficacia del gesto, la possibilità di aumentare il range di tiro. Infatti con il saltello in avanti e le spalle meno compatte aumenta la forza di spinta e possiamo dunque coprire più spazio ed essere maggiormente pericolosi da lontano.