Johnny Juzang di UCLA – Storia e caratteristiche tecniche della sorpresa NCAA 2021

INDIANAPOLIS, INDIANA – MARCH 30: Tyger Campbell #10 and Johnny Juzang #3 of the UCLA Bruins celebrate defeating the Michigan Wolverines 51-49 in the Elite Eight round game of the 2021 NCAA Men’s Basketball Tournament at Lucas Oil Stadium on March 30, 2021 in Indianapolis, Indiana. (Photo by Andy Lyons/Getty Images)

La grande sorpresa ad est di questo torneo Ncaa è senza dubbio UCLA, che con la vittoria contro Michigan nelle Elite 8 per 51-49 si è aggiudicata il passaggio alle Final Four di Indianapolis (dopo 13 anni dall’ultima apparizione).
Quella dei Bruins è stata una cavalcata sinora entusiasmante, partita addirittura dalle First Four, il round preliminare del vero torneo NCAA, dove battendo Michigan St. si sono guadagnati il diritto ad accedere al tabellone.
Entrata da “cinderella”, UCLA ha però dimostrato da subito grande carattere battendo i Cougars di Brigham 73-62, l’altra sorpresa Albilene 47 -67 e la corazzata Alabama alle Sweet 16 per 88 -78.
L’attenzione si è concentrata su un giocatore in particolare dei Bruins, che ha letteralmente trascinato la squadra alle Final Four, diventando il secondo miglior realizzatore nella storia del suo college nelle prime 5 partite di un torneo NCAA: Johnny Juzang. Meglio di lui ha fatto soltanto un certo Lew Alcindor, anche conosciuto come Kareem Abdul Jabbar.
Andiamo dunque a conoscere meglio il leader dei Bruins.

Johnny Juzang è un ala di 1,98 cm per 95 kg di peso, nata a Tarzana (Los Angeles) nel 2001.
La sua carriera cestistica inizia nell’High School Harvard-West Lake di L.A. dove nel suo primo anno da rookie mette insieme statistiche interessanti (16,2 pt – 7,5 reb – 2 ast) e con la collaborazione dell’altra star della scuola, Cassius Stanley (futuro giocatore di Duke prima e Indiana Pacers poi) conquista il titolo regionale CIF SS.
Le sue statistiche vanno incrementando e nei successivi due anni di liceo raggiunge i 22,8 punti a partita, conditi da 8,5 rimbalzi e 3,4 assist nel suo Junior year che gli valgono il titolo di MVP della Mission League.
Queste performance gli permettono di ottenre l’accesso al college con un anno di anticipo.
Sul piatto ha diverse offerte, tra cui quella della super potenza Kentucky, ma tutti sanno che la sua volontà è quella di giocare per l’università della sua città. Tuttavia l’accordo con UCLA non si formalizza, dopo che il coach dei Bruins Steve Alford viene licenziato. (Di Alford vi consiglio il bellissimo libro in lingua originale “Playing for Knight”).
A Juzang non resta dunque che accettare la proposta dei Wildcats, ma nella sua stagione da matricola ottiene un ruolo davvero marginale. Con Kentucky nella stagione 19/20 metterà assieme 28 presenze con statistiche mediocri: 2,9 pt, 2 reb e 0,3 assist per un totale di 12 minuti di utilizzo.
Per Juzang è il momento di cambiare aria, così ottiene finalmente lo spostamento nel college della sua città.
La stagione 2020/2021 non parte benissimo, costretto a saltare le prime partite per un problema al piede, Juzang si prende però le luci del palcoscenico per sé, appena rientrato dall’infortunio. Nella sua prima partita realizza 10 pt entrando dalla panchina contro SanDiego, ma in quella successiva è già nel quintetto titolare contro Marquette. Il 14 gennaio 2021, realizza 17 punti, il massimo della carriera, portando i Bruins alla vittoria per 91-61 contro Washington State.
Il vero spettacolo però va in scena il 24 gennaio, contro Stanford, dove oltre a realizzare 27 punti totali, ne mette a segno ben 21 consecutivi, con otto tiri filati fra il primo e il secondo tempo.
Nella vittoria per 64-61 contro Washington, segna il suo carreer high con 32 punti e registra il record per essere il primo Bruin a segnare almeno la metà dei punti della sua squadra in una partita da oltre 35 anni (Reggie Miller l’ultimo a farlo).
Le sue prestazioni lo hanno portato ad essere il trascinatore di UCLA alla Final Four del 2021, ma quali sono le sue caratteristiche tecniche? Andiamo a vederlo nel dettaglio.

Juzang è un’Ala che predilige il gioco perimetrale. Tiratore eccellente sugli scarichi, cerca sempre di farsi trovare pronto dai compagni che lo servono spesso in angolo. In stagione sta tirando con il 34% da 3pt e come, possiamo vedere dal video, queste percentuali sono giustificate da una tecnica elegante e pulita, oltre che da un egregio sistema offensivo che gli permette di ottenere spesso tiri aperti.
Tecnicamente è pulitissimo, anche se il passaggio non è preciso, è bravo a mettere i piedi a posto e a spingere con le gambe, riacquistando immediatamente la compostezza necessaria all’efficacia del tiro.
Il rilascio e la meccanica in generale sono ottime; ha la tendenza, come la maggior parte dei giocatori americani a finire con quello che viene definito SWEEP & SWAY (per approfondire clicca qui).

Sicuramente il tiro è la sua arma migliore, oltre al piazzato, nel sistema offensivo di UCLA viene spesso coinvolto in uscite dai blocchi per cercare il tiro immediato. Nell’ultima partita con Michigan, la difesa ha provato a negargli spesso questa strada, ma Juzang è stato bravo a sfruttare alcune situazioni (la doppia uscita in particolare) e prendere vantaggio dalla parte opposta, trovando facili canestri. I Wolverines hanno optato anche per il provare a tagliare i blocchi, ma anche il quel caso il nativo di Tarzana ha dimostrato grandi doti di tiratore in allontanamento.
La sua bravura è sicuramente nella capacità di evitare gli aiuti difensivi, pur non avendo un rilascio rapidissimo. Tante volte riesce a evitare gli aiuti attaccando il ferro con una partenza in palleggio.

L’atra arma principale di Juzang è senza dubbio il palleggio arresto e tiro. E’ molto bravo a recuperare la spinta del tiro dal palleggio, e a mantenere un buon equilibrio in tutta la fase del rilascio. E’ una situazione che utilizza spesso sia in uscita dai blocchi per attaccare immediatamente, ma soprattutto se gioca 1c1. In special modo sui PnR diventa un arma micidiale,. In questa stagione non è stato coivolto particolarmente in queste situazioni, poiché ha altri compagni più bravi nel creare vantaggio, ma quando è stato chiamato in causa ha sempre prodotto ottimi risultati.
Contro i cambi è bravo ad attaccare il lungo, soprattutto verso destra, dove può anche avvicinarsi al ferro o tentare un floater dal centro dell’area, mentre a sinistra preferisce sempre il p.a.t. E’ sicuramente micidiale se si sceglie di passare in terza sui PnR, o comunque su situazioni di contenimento molto basso, dove non esita a sparare.

Non è certamente un giocatore che arriva facilmente al ferro. Pochissimi sono i layup, e tutti prodotti da situazioni di taglio o backdoor. Come sul PnR anche nell’1c1 da palleggio predilige il tiro da palleggio o il floater.
Non è un giocatore a cui piace particolarmente il contatto. Nelle Elite 8 Juwan Howard, coach di Michigan (ed ex storico vice di Spoelstra a Miami), aveva preparato la partita invitandolo a mettere la palla a terra e costringendolo ad ogni penetrazione a schiantarsi contro gli aiuti di Hunter Dickisnon (centro di 2,16 cm per 116 kg), ma nonostante questo Juzang ha sfoderato una prestazione stellare, mettendo a segno anche canestri difficili e con la mano in faccia.

Tra gli aspetti tecnici da considerare non possiamo però non citare alcune criticità. Sicuramente non è giocatore a cui piace andare a giocare spalle a canestro, il che mi fa pensare che nella sua carriera diventerà più una guardia tiratrice. Di contro anche l’aspetto difensivo è un focus su cui dovrà lavorare. Pur essendo una macchina da punti è un difensore atletico, con buon ritmo, ma poca attenzione nel posizionamento e nelle scelte degli aiuti; risulta spesso in ritardo sui close out, ma quando deve difendere sulla palla è sicuramente più energico.

Johnny Juzang è sicuramente un giocatore di prospettiva, che non ha ancora sciolto le riserve in merito al suo futuro da professionista. Non sappiamo se già dal 2022 si presenterà al draft NBA, oppure se aspetterà un altro anno prima di fare il grande salto. Non è nemmeno detto che possa rientrare nelle scelte del primo giro, ma senza dubbio ha il talento per scalare le posizioni e convincere i GM a selezionarlo, le grandi prestazioni con le quali ha trascinato UCLA alle Final Four lo possono certamente aiutare.